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La distruttività nell'arte

30.04.2017 - 30.04.2017

Evento dalle ore 10 alle 12,30 del 30 aprile

Ingresso libero

Quando parliamo di arte, trattiamo un argomento particolare, che riguarda i nostri sentimenti ed i mezzi, che abbiamo per esprimerli, per manifestarli, per comunicarli agli altri siano essi vicini a noi nel tempo e nello spazio, siano lontani e spesso sconosciuti.

L’arte, in ogni sua forma ha il potere di parlare a tutti e di infondere le emozioni che l’autore di un’opera vuole trasmettere per farsi comprendere oppure semplicemente per realizzarsi in un gesto, in un’immagine, in una forma, che dica il proprio messaggio al mondo. In tale contesto l’artista diventa il propugnatore di una tensione, di un istinto, che simboleggiano il suo stato d’animo: questo può esser d’amore, di felicità oppure di rabbia, di furore, di volontà di aggredire, di distruggere.

Quindi l’opera d’arte è talora una sorta di veicolo di violenza, che si esprime in un quadro, in una statua, in un verso e dice tutto il nostro essere, mostrando gli aspetti più oscuri dell’artista, che esprime la propria spiritualità, le proprie tendenze, anche feroci, perché esse sono il manifesto della sua personalità, del suo io, che vuole aggredire, distruggere, annientare un bersaglio esterno o sfogare la propria ira contro se stesso in una sorta di volontà feroce di annientamento oscuro e totale.

In tal modo l’arte diventa prova efficace e rappresentativa dell’essere artista e di rivolgere la propria ostilità contro qualcuno o qualcosa, e il risultato di questa azione è il frutto di un’ispirazione profonda, a volte inconsapevole, ma comunque sempre icastica di un qualcosa, che si agita furente nell’animo del creatore dell’opera d’arte.

Ecco allora che l’arte può mostrare distruttività, perché questa è autentica volontà di dire  di evocare, di rappresentare, e in questo senso essa è vero specchio dei sentimenti dell’ artista.

 

Relatrice

 

Isabella Ottobre: si è laureata presso l’Università degli studi di Padova in materie letterarie con tesi di Storia dell’Arte ed ha continuato ad occuparsi di questo ambito culturale pubblicando numerosi articoli e saggi.